Fisco e sport femminile

Lo sport femminile sta crescendo ed ha bisogno di consulenti aggiornati nella materia. Pronte per la sfida?

D. Direttore, parliamo di scenario economico. Quanto è rilevante il settore femminile da questo punto di vista?

Salve a tutti. Purtroppo dal punto di vista economico il settore femminile è ancora anni luce indietro rispetto a quello maschile.

La FIGC ha avanzato tre ipotesi di lavoro che prevedono l’introduzione del professionismo dalla stagione 2021/2022. Le tre opzioni allo studio, sono un contratto professionistico per tutte le atlete, per quelle che hanno compiuto 19 anni o per le calciatrici che abbiano compiuto il 21esimo anno d’età.

Le cifre dei maggiori oneri previdenziali per le società sono praticamente identiche e viaggiano, al netto degli sgravi fiscali, intorno a circa 230mila euro.

D. Il COVID ha imposto uno stop a tutto lo sport mondiale, ma ha anche mostrato la “via di internet” per lo sport praticato a casa. Cosa rimarrà, se rimarrà qualcosa, di questa esperienza?

Ci siamo ritrovati di fronte ad una emergenza che non ha precedenti. Le ragazze hanno continuato ad allenarsi individualmente a livello fisico, seguendo anche corsi online, anche se non finalizzati allo svolgimento della gara domenicale.

La nostra disciplina, però, come tutti gli sport di squadra, impone allenamenti di gruppo sia per rodare automatismi sia per tutto ciò che concerne la parte tattica.

Senza dubbio ognuno di noi, da questa esperienza tremenda, imparerà ad apprezzare ancor di più il valore di ciò che con tanti sacrifici la società riesce a mettere a disposizione.

D. A livello societario, solitamente come sono configurate le squadre sportive femminili?

Le squadre sportive femminili sono solitamente strutturate sotto forma di associazioni sportive dilettantistiche (A.S.D.), associazioni con finalità sportive senza scopo di lucro.

Tale formula, oltre ad essere più semplice ed economica nelle fasi di costituzione e gestione, consente di avvalersi di significative agevolazioni fiscali.

Tipicamente una ASD è affiliata ad una Federazione Sportiva Nazionale riconosciuta dal CONI o ad un Ente di promozione sportiva riconosciuto dal CONI.

Gli organi decisionali tre:

  • Assemblea dei Soci,
  • Consiglio Direttivo
  • e Presidente, che è civilmente responsabile.

Negli ultimi anni, nelle società femminili sempre più donne ricoprono ruoli dirigenziali e nello staff tecnico. Naturalmente la situazione attuale è solo un punto di partenza propedeutico a colmare l’enorme gap rispetto alla presenza maschile. Sarà quindi fondamentale per il futuro, oltre alla passione, tanta formazione e professionalizzazione.

D. Parliamo di bonus fiscali. La legge n. 205/2017 ha introdotto una misura che doveva essere temporanea, nota come “Sport Bonus”, ma che sembrerebbe stia andando verso una sorta di istituzionalizzazione. Lo “Sport Bonus” è servito allo scopo? Servirà riproporlo in futuro?

Lo Sport Bonus istituito con la Legge 205/2017 è un’agevolazione concessa sotto forma di credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro effettuate da soggetti privati nei confronti di SSD, ASD ed Enti di promozione sportiva, al fine di effettuare interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e di realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.

Il credito d’imposta spetta in misura pari al 65 per cento dell’erogazione liberale effettuata ed è utilizzabile in compensazione in tre quote annuali di pari importo.

È sicuramente un buon incentivo, ma considerando che pochissime società in Italia sono proprietarie di strutture sportive, andrebbe perseguita una politica più attiva tra Coni, Federazioni e società finalizzata appunto alla realizzazione di strutture a cui di certo non basta lo “Sport Bonus”, atteso che ci siano ancora, in futuro, un numero cospicuo di aziende disposte a sostenere lo sport dilettantistico.

D. Parliamo di professione. Come si diventa consulenti fiscali di una società sportiva come la vostra? Quali caratteristiche deve possedere una aspirante consulente?

Il mondo sportivo dilettantistico che è il vero motore dello sport italiano è stato oggetto, negli ultimi anni, di numerose ed importanti riforme fiscali dalle quali non tutte le associazione sono riuscite a coglierne i vantaggi.

Pertanto il consulente fiscale di una società sportiva, oggi più che mai, ricopre un ruolo fondamentale ed un supporto indispensabile per qualsiasi Presidente che intende dare futuro alla propria società.

Quindi è sicuramente indispensabile tanta professionalità ed aggiornamento fiscale continuo, per poter rappresentare un valido supporto nel cogliere ed attuale tutti i vantaggi fiscali sia per la società che per gli sponsor che rappresentano la linfa vitale capace di sostenere gli ingenti impegni economici a cui una società deve far fronte per ogni stagione sportiva.

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