Il rapporto tributario

La potestà di imposizione è a un tempo astratta e concreta. Astratta, perché è in capo agli organi legislativi: è in buona sostanza la capacità di istituire le imposte. Questa potestà è in capo allo stato centrale, ma anche alle amministrazioni locali: regioni, province, città metropolitane e comuni. La potestà di composizione concreta si sostanzia nell’applicazione, secondo la legge, dei tributi e la competenza spetta ai singoli organi tributari, statali e territoriali. Vediamo nel dettaglio i soggetti attivi e passivi del diritto tributario.

Soggetti attivi

Spetta al ministero dell’Economia e delle Finanze la regia rispetto alle funzioni generali di governo della fiscalità. Nel 2000 è stata modificata la struttura dell’amministrazione finanziaria, quando è stato costituito in seno al MEF il Dipartimento delle politiche fiscali, poi Dipartimento delle finanze.

Sono poi i bracci esecutivi del governo le quattro agenzie fiscali (istituiti con dl n. 300/1999): Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Agenzia del Territorio e Agenzia del Demanio. Lo stato centrale, attraverso il ministero, è collegato alle agenzie da un sistema tale da garantire che l’autonomia gestionale sia strettamente connessa agli obiettivi per i quali questi bracci operativi sono stati istituiti.

L’Agenzia delle Entrate

È compito istituzionale dell’Agenzia delle Entrate il controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali dei contribuenti. Obiettivo: contrastare evasione ed elusione fiscale e facilitare e l’adempimento spontaneo del contribuente.

Tra gli strumenti di controllo dell’Agenzia delle Entrate ci sono i monitoraggi automatizzati e formali delle dichiarazioni fiscali, gli inviti al contraddittorio e i questionari, le attività istruttorie esterne (come controlli mirati e verifiche fiscali), le indagini finanziarie e l’attività di tutoraggio nei confronti delle medie e grandi imprese. A conclusione delle attività istruttorie, il contribuente viene informato delle motivazione della pretesa di maggiori imposte dovute e eventuali sanzioni da parte dell’amministrazione finanziaria. Viene poi comunicata al contribuente la modalità per sanare le anomalie riscontrate e per chiedere, nelle ipotesi in cui il contribuente abbia fondate ragioni per ritenere non corretta la pretesa dell’amministrazione, un intervento dell’ufficio competente per ottenere l’annullamento dell’atto.

All’attività di controllo segue quindi sempre la formalizzazione attraverso l’avviso di accertamento. Per le persone fisiche viene notificato l’accertamento sintetico del reddito complessivo, mentre per gli imprenditori si procede con l’accertamento contabile o induttivo.

In caso di esito positivo, i controlli portano alla rettifica di eventuali irregolarità riscontrate nella posizione reddituale del contribuente.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

All’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, il, legislatore ha incorporato l’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (dl n. 95/2012). E l’Agenzia ha così assunto la nuova denominazione di Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Sono quattro gli obiettivi generali dell’Agenzia, cui spetta la gestione di diritti e tributi legati agli scambi internazionali. Vediamoli uno per uno. Prima di tutto favorire la crescita economica dell’Italia, facilitando la circolazione delle merci negli scambi con i mercati stranieri. In secondo luogo, l’Agenzia contribuisce alla fiscalità interna e alla tutela degli interessi finanziari del Paese e dell’Unione europea. È suo compito riscuotere tributi specifici e combattere evasione fiscale e frodi, anche attraverso poteri di polizia tributaria e giudiziaria.

Altro compito dell’Agenzia è il presidio dello Stato nei settori dei giochi e dei tabacchi: garantisce così gli interessi dell’Erario tramite la riscossione dei relativi tributi. La tutela nei confronti dei cittadini si esercita in questo senso attraverso concessioni e atti regolamentari. In particolare, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli garantisce salute e sicurezza dei cittadini controllando le merci che entrano nel territorio unionario, contrastando contrabbando, contraffazione, riciclaggio, oltre che traffici illeciti di armi, droga, rifiuti, alimenti e farmaci non in linea con la normativa sanitaria vigente.

L’Agenzia del Territorio

A questa agenzia fiscale spettano tutti i compiti legati al Catasto e alle Consevatorie dei registri immobiliari. Compiti che gestisce in partecipazione con le amministrazioni comunali. È suo compito altresì quello di realizzare un sistema integrato di anagrafe di tutto il patrimonio immobiliare italiano.

All’Agenzia del Territorio sono state trasferite le competenze relative all’erogazione di servizi catastali e cartografici e quelle delle procedure relative alla pubblicità degli immobili. Come anche le altre agenzie fiscali, obiettivo dell’Agenzia del Territorio è garantire l’equità di imposizione fiscale immobiliare e contrastare l’elusione e l’evasione fiscale.

L’ Agenzia del Demanio

Questa agenzia fiscale gestisce con criteri imprenditoriali i beni immobili dello Stato. Il suo compito principale è la razionalizzazione e valorizzazione del patrimonio. Tra gli immobili gestiti dall’Agenzia del Demanio rientrano quelli destinati a uso governativo, il patrimonio disponibile e il demanio storico-artistico. Complessivamente l’Agenzia del Demanio gestisce circa 45mila immobili, per un valore di circa 60 miliardi di euro. Per portare avanti la sua missione, l’Agenzia dichiara di essere impegnata nella promozione e nella rigenerazione del patrimonio immobiliare pubblico, in stretta relazione con istituzioni e amministrazioni locali e sulla scorta di strategie e strumenti innovativi e di partecipazione.

I soggetti passivi del diritto tributario

Come abbiamo detto, il soggetto attivo del diritto tributario è unico: cioè lo Stato centrale, che agisce attraverso tutte le sue diramazioni. Rispetto alla potestà tributaria delle pubbliche amministrazioni, i soggetti passivi sono invece una pluralità, pur con un unico comun denominatore: in caso di inadempimento nel pagamento del tributo subiscono l’esecuzione forzata.

Perché i soggetti passivi sono una pluralità? Perché oltre al contribuente titolare dell’obbligo, la legge tributaria individua anche altri soggetti, tenuti ad adempiere in via sostitutiva o indiretta all’obbligazione tributaria.

Rispetto al rapporto obbligatorio può essere così individuata una relazione diretta tra Stato e contribuente/soggetto passivo, e una responsabilità indiretta: questa si riscontra quando il soggetto in questione intervenga come attività sussidiaria, per facilitare il prelievo del tributo, e rispondendo comunque con l’obbligato principale.

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